Assistenza psicologica

STOP CORONAVIRUS

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L’Associazione Idealmentesondapiù-psicologia e benessere ha come scopo prioritario il mettersi in relazione con singoli individui, gruppi, istituzioni con la finalità di Ri-cercare trasmettere e creare un modo efficace e profondo di Comunicare.

Nostro specifico obiettivo è quello di fare verifiche in itinere e nel tempo sull’efficacia del nostro percorso operativo con il supporto di mezzi informatici altamente qualificati messi a punto ed a nostra disposizione da ricercatori e scienziati della comunicazione.

Collaboriamo da sempre con il Centro Ricerche di Scienza della Comunicazione SEMEION di Roma diretto dal Prof. Massimo Buscema, che abbiamo frequentato per prendere confidenza con i dati direttamete dal Professore e dal suo Staff.

Grazie ai loro algoritmi possiamo svolgere con relativamente pochi dati ricerche e previsioni molto centrate.

Purtroppo avevamo abbozzato la possibilità di un intervento sulla violenza di genere, ma le “maglie” della Privacy ce ne hanno impedito la divulgazione.

Così come nel mese di luglio, dopo aver presentato un progetto sull’abbandono scolastico per il quale la Fondazione Piacenza e Vigevano aveva già deliberato un congruo finanziamento, le perplessità dei dirigenti scolastici, anch’essi trincerati dietro la Privacy, non hanno potuto (!!!!!????) fornirci i dati necessari.

Attualmente per il caso del Covid.19, sempre dal SEMEION, è stata formulata una previsione che, partendo dai primi 35 (trentacinque) contagi conosciuti, nei fatti si è anticipata l’attuale situazione. Questa ricerca è stata a suo tempo (20 febbraio) inviata sottoposta a validazione scientifica, che quanto prima potrà essere certificata ed allora potrà essere divulgata, anche per sottolineare la gravità delle occasioni perse.

 

 

Di seguito lo spirito e le linee guida che muovono l’iniziativa:

STOP CORONAVIRUS

 

Guardavamo scioccati la Cina, ma eravamo spettatori, ora e di colpo eccoci catapultati nello stesso macabro sceneggiato.

Improvvisamente chiusi in casa, improvvisamente mutate ogni nostra abitudine, orari, pensieri e progetti, finita la libertà di correre, di andare a scuola, scambiare relazioni, di essere connessi con la storia di ieri e con il potere di visualizzare domani.

Nel silenzio l’urlo delle ambulanze

Nel silenzio i bisogni senza risposte di troppe storie che non hanno voce

Nel silenzio il dolore di chi non ha più rivisto la propria madre, il proprio padre, i famigliari e gli amici di sempre

Nel silenzio gli sguardi di aiuto e di terrore rivolti agli operatori nelle corsie

Nel silenzio la fatica e l’attivazione di chi si spende per salvare l’altro.

Ci stiamo confrontando con costellazioni di paure: di perdere chi amiamo, di rimanere soli, di essere senza soldi, senza cibo, paura di perdere i propri spazi, paura di non poter scappare e di essere in trappola: depressione, angoscia ed impotenza, agitazione, disturbi del sonno, sono gli indicatori più frequenti.

Avere paura è normale, la paura è una difesa sana, è la base della resilienza e della possibilità di essere coraggiosi e proattivi nelle risposte alla vita.

Il problema nasce quando l’ansia/paura si trasforma in angoscia, terrore e panico.

Fatta la fotografia ora passiamo alla radiografia per non confondere gli effetti con le cause.

Forse siamo diventati incapaci di ascoltarci e di ascoltare, non riconosciamo i veri bisogni, sbagliamo bersagli e nella vita affettivo/relazionale ed in quella lavorativa; cuore e mente danzano fuori ritmo: i figli non trovano i genitori, le coppie scappano in cerca di miraggi dove la fatica non esiste e le favole fioriscono.

Lo spazio esterno è la metafora di quello interno, spesso scappiamo per non incontrare quella sensazione di vuoto e di estraneità a noi stessi che ci indurrà poi a diventare dipendenti dagli altri e dagli eventi esterni, come oggi dal corona virus.

La natura è intelligente e ci pensa, il coronavirus ci costringe a fermarci, a pensare, ad individuare i nostri veri bisogni/desideri e, a dispetto di tutto e tutti, la primavera fiorisce per mostrarci quanto la vita sia bella, ricca di stimoli e sfumature tutte da “godere e condividere”: balliamo, scriviamo, cantiamo, cuciniamo e ristrutturiamo abitudini sane e dimenticate.

Ricordiamo inoltre che le nostre migliori conquiste, in ogni campo e disciplina, le abbiamo elaborate in condizioni di mancanza e non nell’eccesso di sazietà di tutto.

 

 

 

Un passo dal LIBRO ROSSO DI JUNG di grande attualità

"Capitano, il mozzo è preoccupato e molto agitato per la quarantena che ci hanno imposto al porto. Potete parlarci voi?"

"Cosa vi turba, ragazzo? Non avete abbastanza cibo? Non dormite abbastanza?"

"Non è questo, Capitano, non sopporto di non poter scendere a terra, di non poter abbracciare i miei cari".

"E se vi facessero scendere e foste contagioso, sopportereste la colpa di infettare qualcuno che non può reggere la malattia?"

"Non me lo perdonerei mai, anche se per me l'hanno inventata questa peste!"

"Può darsi, ma se così non fosse?"

"Ho capito quel che volete dire, ma mi sento privato della libertà, Capitano, mi hanno privato di qualcosa".

"E voi privatevi di ancor più cose, ragazzo".

"Mi prendete in giro?"

"Affatto... Se vi fate privare di qualcosa senza rispondere adeguatamente avete perso".

"Quindi, secondo voi, se mi tolgono qualcosa, per vincere devo togliermene altre da solo?"

"Certo. Io lo feci nella quarantena di sette anni fa".

"E di cosa vi privaste?"

"Dovevo attendere più di venti giorni sulla nave. Erano mesi che aspettavo di far porto e di godermi un po' di primavera a terra. Ci fu un'epidemia. A Port April ci vietarono di scendere. I primi giorni furono duri. Mi sentivo come voi. Poi iniziai a rispondere a quelle imposizioni non usando la logica. Sapevo che dopo ventuno giorni di un comportamento si crea un'abitudine, e invece di lamentarmi e crearne di terribili, iniziai a comportarmi in modo diverso da tutti gli altri. Prima iniziai a riflettere su chi, di privazioni, ne ha molte e per tutti i giorni della sua miserabile vita, per entrare nella giusta ottica, poi mi adoperai per vincere.

Cominciai con il cibo. Mi imposi di mangiare la metà di quanto mangiassi normalmente, poi iniziai a selezionare dei cibi più facilmente digeribili, che non sovraccaricassero il mio corpo. Passai a nutrirmi di cibi che, per tradizione, contribuivano a far stare l'uomo in salute.

Il passo successivo fu di unire a questo una depurazione di malsani pensieri, di averne sempre di più elevati e nobili. Mi imposi di leggere almeno una pagina al giorno di un libro su un argomento che non conoscevo. Mi imposi di fare esercizi fisici sul ponte all'alba. Un vecchio indiano mi aveva detto,anni prima, che il corpo si potenzia trattenendo il respiro. Mi imposi di fare delle profonde respirazioni ogni mattina. Credo che i miei polmoni non abbiano mai raggiunto una tale forza. La sera era l'ora delle preghiere, l'ora di ringraziare una qualche entità che tutto regola, per non avermi dato il destino di avere privazioni serie per tutta la mia vita.

Sempre l'indiano mi consigliò, anni prima, di prendere l'abitudine di immaginare della luce entrarmi dentro e rendermi più forte. Poteva funzionare anche per quei cari che mi erano lontani, e così, anche questa pratica, fece la comparsa in ogni giorno che passai sulla nave.

Invece di pensare a tutto ciò che non potevo fare, pensai a ciò che avrei fatto una volta sceso. Vedevo le scene ogni giorno, le vivevo intensamente e mi godevo l'attesa. Tutto ciò che si può avere subito non è mai interessante. L' attesa serve a sublimare il desiderio, a renderlo più potente.

Mi ero privato di cibi succulenti, di tante bottiglie di rum, di bestemmie ed imprecazioni da elencare davanti al resto dell'equipaggio. Mi ero privato di giocare a carte, di dormire molto, di oziare, di pensare solo a ciò di cui mi stavano privando".

"Come andò a finire, Capitano?"

"Acquisii tutte quelle abitudini nuove, ragazzo. Mi fecero scendere dopo molto più tempo del previsto".

"Vi privarono anche della primavera, ordunque?"

"Sì, quell'anno mi privarono della primavera, e di tante altre cose, ma io ero fiorito ugualmente, mi ero portato la primavera dentro, e nessuno avrebbe potuto rubarmela piu".

ASCOLTO TELEFONICO GRATUITO

Attualmente l’Associazione mette a disposizione un servizio psicologico gratuito di ascolto per operatori e persone al fine di contenerne l’ansia.

 

Oltre alle sirene delle ambulanze, nel silenzio in questi giorni arrivano le grida di dolore di chi non ha più rivisto amici o familiari, o la fatica di chi passa le ore negli ospedali a cercare di salvare più vite possibili. Nasce da qui “Quando la natura ci pensa”, un ascolto psicologico gratuito rivolto ad operatori sanitari e sociali, oltre che ai bisogni di ogni singola persona. I colloqui telefonici o via Skype sono garantiti da nove psicologi psicoterapeuti di Idealmentesondapiù.

Il servizio è gratuito, finora già una settantina di persone in una settimana ne hanno usufruito. Sono persone che non riescono più a dormire dallo stress, dalla fatica e  da una angoscia assoluta: basta pensare a coloro che non possono avere nemmeno il tempo per l’ultimo saluto ai  famigliari o temono di non poterlo fare. Il nostro primo obiettivo è quello di trasferire le emozioni, con qualsiasi strumento e mezzo. Proprio per questo i nove professionisti sono disponibili in qualsiasi parte della giornata, dalle 9 del mattino fino alle 22. Sfogarsi aiuta, sapere che non si è soli. Tra chi ha già scelto di contattare l’équipe di Idealmentesondapiù anche molti anziani soli, terrorizzati da quello che potrebbe accadere l’indomani. Hanno bisogno di sicurezza, di sapere che qualcuno li pensa e li rassicuri viste le notizie terrificanti che sentono ogni giorno. Per questo il servizio continuerà anche nei prossimi mesi”. Ci sarà un “dopo”, un ritorno alla normalità scandito da tanti traumi. Questi psicologi/ psicoterapeuti doneranno ancora il proprio tempo per lenire le ferite. Per il proprio colloquio si possono chiamare i numeri 335.5964913 o 348.8535137, o visitare la pagina Facebook “IdealmentesondaPiù”.

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Idealmentesondapiù

 

L’importanza di scambiare emozioni

 

IDEE DA RACCOGLIERE

 

 

Quando la Natura ci pensa

Distratti dal fuori

In corsa senza respiro

accecati da luci artificiali

incorniciati di falsi gioielli

giocolieri delle APP

cuori in trappola sorrisi senza eco

alt

rieccoci Madri

rieccoci Padri

rieccoci Figli

rieccoci a raccontare favole

rieccoci a cucinare Amore

rieccoci a masticare Emozioni

rieccoci a guadagnare Vita

 

 

 

Scrivete anche voi una Preghiera alla Natura:

noi le accoglieremo e saranno

le foglie di un unico

albero che fiorirà in rete.